martedì 25 febbraio 2014

Borghi contesta citando Bagnai che però mi da ragione

Mi scuso per l'articolo dedicato ad una questione collaterale che può apparire personale (ma personale non è), però serve per evitare di sporcare il mio articolo sul libretto «bastaeuro» e nel contempo fornire un link comodo.

Dopo la pubblicazione del mio articolo, è arrivato un prevedibile fuoco di sbarramento teso non tanto a stabilire se il contenuto del libretto sia corretto o meno, ma se io fossi un economista, se non mi vergognassi nel difendere della gentaglia che spinge gli italiani al suicidio, ed amenità del genere.

Lascio perdere tutte le bambinate di Borghi e dei suoi seguaci, che vivono su Twitter come fosse la vita reale e lì fanno propaganda attaccando in massa chi solleva almeno un sopracciglio. È capitato ad un economista come Bisin, è capitato in passato anche a me. Fa parte del gioco. E ai bambini piace giocare.

Un certo Borghi, che tempo fa mi bloccò con una scusa (sto ancora cercando di riprendermi da questo avvenimento che ha segnato la mia vita per sempre), risponde così alla massa di segnalazioni che portano alla sua attenzione il mio articolo ed un refuso (avevo scritto "mese" invece di "anno", poi ho conseguentemente corretto):

Borghi che invita a ridermi in faccia, seguace che chiede il permesso di attaccarmi, mia conseguente risposta ironica. Fonte: https://twitter.com/Lupoditoscana/status/438055197441794048
Tra le tante baggianate, il Borghi scrive:
Borghi ordina a tutti i seguaci di mandarmi un link e bloccarmi ("click"). È lui il capo.
Prendiamo comunque in esame la «lezione», tratta dal vangelo blog di Bagnai, che riguarda la condizione di Marshall-Lerner (M-L), l'unico principio economico che ho utilizzato nell'articolo per verificare la solitidà delle argomentazioni contro l'euro.

Riassumo:
  1. Il libretto dice che «[...] se dopo la conversione la nostra moneta si svaluterà nei confronti di altre monete [...] sarà più facile trovare lavoro e l’economia ripartirà»
  2. Io faccio presente che può essere vero nel lungo termine, ma che secondo M-L la cosa non avviene istantaneamente (in Giappone hanno svalutato da oltre un anno e sono ancora lì ad aspettare la ripresa dell'export), e suggerisco questa riformulazione (che però è poco efficace e provoca lancio di pomodori dalla folla desiderosa di sangue):
«però, se tutto va bene e se si faranno le riforme, e se non scivoleremo verso un'economia di tipo sudamericano, dopo un periodo di circa due anni l’economia ripartirà e dopo ancora più tempo potrebbe essere più facile trovare lavoro»
Dopo aver letto l'articolo di Bagnai, tale articolo smentisce la mia osservazione?

NO. LA CONFERMA.

Difatti, tra insulti e dileggi, ed evitando i commenti tra i quali uno che abbocca alla bufala della mortalità infantile in Grecia (sembra di leggere un blog di complottisti scichimisti), Bagnai scrive questa circonlocuzione annacquando la sostanza come fosse antani:
«Nel breve-medio periodo è senz’altro lecito supporre [trad: dice M-L] che i prezzi non compensino le variazioni del cambio, che possono essere rapide ma si trasmettono con ritardi e solo in parte ai prezzi [trad: si esporta meno e importa di più], dal che deriva che le elasticità al cambio reale di fatto ci dicono cosa succede se varia il cambio nominale»
Cioè quello che ho scritto: che nel breve-medio periodo la svalutazione non fa ripartire le esportazioni ma ci vuole un po' di tempo.

Grazie Borghi, grazie Bagnai, grazie ai lettori che hanno trovato Willy.

(LeFou!)

18 commenti:

  1. Un paio di fonti: prima un grafico, poi i dati grezzi.

    Grafico --> http://4.bp.blogspot.com/-NUulfF_Vxgo/Ta9zwAW9hAI/AAAAAAAAAY0/2ca-5ONqWQo/s1600/bilancia2.jpg

    Dati --> http://i60.tinypic.com/2dm767m.jpg


    Domanda: quanto tempo è passato tra svalutazione del 1992 e ripresa della bilancia commerciale?

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    1. La frase contestata era "sarà più facile trovare lavoro e l’economia ripartirà" andiamo a guardare i dati ISTAT della disoccupazione 1992 8.8% - 1993 10.3% - 1994 11% - 1995 11% , consumi famiglie 1992 628 miliardi € - 1993 609 miliardi € - 1994 618 miliardi € - 1995 627 miliardi €. ma sopratutto il PIL nel 1992 è aumentato dello 0.7% e nel 1993 è DIMINUITO dello 0,9%, solo nel 1994 la crescita è tronta a avalori pre svalutazione con un aumento del 2%.
      TUTTI i dati reali satto a dimostare che Borghi è un contaballe.
      Il punto alla fine è questo, confondere un aumento delle esportazioni basato solo sulla svalutazione con una ripartenza immediata dell'economia è stupido.

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    2. Insomma il caso del 1992 è al 100% un caso in cui dopo la svalutazione c'è stato un peggioramento iniziale con una lenta ripresa, che però ha lasciato una disoccupazione maggiore, alla fine la cosa che non mi piace dei talebani NoEURO è proprio la favoletta delle miracolose doti della moneta, infatti uno dei dogmi del vate Bagnai è che la spesa pubblica improduttiva non esiste tutta la spesa pubblica genera ricchezza!

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    3. Nel 1992 ciò che si è immediatamente ripresa è stata proprio la bilancia commerciale: su questo dubbi spero non ce ne siano, e mi auguro che nessuno insista nel negarlo.
      Che gli effetti della ripresa della bilancia commerciale (ed in generale dell'economia) in termini di occupazione siano ritardati è una dinamica altrettanto acclarata, che nessuno ha messo in dubbio.
      L'occupazione è una delle ultime statistiche ad acciuffare il traino della ripresa economica.

      Nondimeno, ciò che Borghi va sottolineando (assieme ad una compagnia sempre più nutrita di economisti) è che per innescare tale ripresa economica sia necessario riportare la moneta nazionale ad un valore coerente con la propria economia, cioè in altri termini svalutarla rispetto alla moneta tedesca. O, in altri termini, far sì che la moneta tedesca si rivaluti, che è la stessa cosa.

      L'esempio del 1992, mi spiace doverlo ribadire, è perfettamente coerente con ciò: la manovra "lacrime e sangue" varata dal Governo Amato, così come la decisione di bruciare le riserve di valuta estera della Banca d'Italia per "tenere" il cambio nella banda dello SME (e qui l'esecutore fu Ciampi), sono state adottate PRIMA della svalutazione. E naturalmente hanno avuto effetti depressivi sull'economia, che la svalutazione da sola non potè compensare del tutto.

      Ma con la svalutazione ripartirono immediatamente le esportazioni e la bilancia commerciale in brevissimo tempo andò in surplus: è questo che si intende dimostrare, ed è questo che è avvenuto.

      A questo punto uno potrebbe anche chiedersi: ma se la bilancia commerciale rappresenta solamente uno, ma non l'unico, dei fattori di sviluppo di un'economia, perchè si insiste così tanto su di essa?
      Semplice: perchè è la CAUSA SCATENANTE della crisi in corso.

      Infatti, come ormai persino organismi "ufficiali" come BCE e FMI sono costretti ad ammettere, è risaputo che la crisi è scaturita da un accumulo di debito PRIVATO (e NON pubblico, che invece è esploso DOPO, quando gli Stati hanno tappato le falle della banche - debito privato, appunto - con soldi pubblici) nei Paesi periferici dell'Eurozona, e l'accumulo di debito privato è stato a sua volta causato da persistenti squilibri nella bilancia dei pagamenti di tali Paesi. (per inciso: l'utilizzo di debito PUBBLICO per ripianare quello PRIVATO continua tutt'ora a pieno ritmo, vedi ad esempio fondo salva-stati a cui l'Italia ha già versato 50 miliardi ed altri ne dovrà versare, probabilmente a fondo perduto)

      La dinamica con la quale si è venuto a creare un deficit commerciale strutturale nei Paesi periferici (poi divenuti PIIGS) rispetto ai Paesi "core" (Germania e "satelliti") è ben descritta dal cosiddetto "ciclo di Frenkel", di cui persino il Sole24Ore si è occupato --> http://www.ilsole24ore.com/articlegallery/finanza-e-mercati/2013/ciclo-frenkel-/


      Se dunque la crisi nasce da squilibri persistenti nella bilancia dei pagamenti, è abbastanza normale che, nel cercare soluzioni, ci si concentri espressamente sulle misure capaci di riequilibrare i deficit commerciali.

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    4. Dopodichè.

      Seguo Borghi e Bagnai (oltre che diversi altri economisti) da almeno un paio d'anni e sono pronto a scommettere su una montagna di Bibbie che nessuno dei due si sia mai sognato di dire nè che la ripresa economica post-uscita dall'€ sarà immediata, nè che la semplice uscita dall'€ e conseguente svalutazione bastino per innescarla.
      Bagnai addirittura ha dedicato un INTERO CAPITOLO del suo libro, nonchè numerosi articoli, per illustrare quali altre riforme sarebbe necessario attuare per garantire una ripresa economica stabile, strutturale, e che soprattutto porti benessere non solo ai "padroni" (per i quali l'attuale crisi è già una manna dal cielo) ma anche ai lavoratori.

      Di tali riforme necessarie e parallele all'uscita dall'€ si potrebbe anche parlare, ma non credo che questa sia la sede adatta, sia per gli evidenti pregiudizi del padrone di casa verso le argomentazioni euroscettiche, sia soprattutto perchè sono stati abbondantemente sviscerati altrove. Io in ogni caso sarei disponibile a discuterne: le ho sentite ripetere così tante volte da Bagnai Galloni Brancaccio ed altri che ormai le conosco quasi a memoria.

      Sono anche pronto ad ammettere che le tesi di Borghi, in quanto business-man, siano esposte in maniera più semplicistica rispetto a quelle di un accademico come Bagnai (o Brancaccio, o Cesaratto, o... eccetera) o di un tecnico come Galloni.

      Borghi tende ad andare dritto al nocciolo ed a saltare alcuni passaggi, soprattutto perchè si pone come target d'ascolto un'utenza molto meno competente e culturalmente attrezzata rispetto all'utenza di riferimento di un Bagnai, per dirne uno. Borghi può essere a suo agio nel parlare ad una platea di leghisti, Bagnai ho idea che avrebbe molte più difficoltà, un Brancaccio credo si rifiuterebbe a priori.
      Il fatto che "parli semplice" non significa però che dica falsità. Nel caso in cui si riscontri qualcosa di falso in ciò che scrive, il suo profilo twitter è lì per questo.

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  2. Sono proprio le proposte concrete di Bagnai che mi sembrano criminali, se una persone è convinta che "Rifiutare il dogma dell’indipendenza della Banca centrale" e " Reintrodurre il “vincolo di portafoglio”, cioè l’obbligo per le banche di acquistare titoli di Stato fino a una certa quota del proprio attivo. Questa norma, introdotta nel 1973, aveva lo scopo di contenere il costo del debito pubblico, favorendone il collocamento" sia una soluzione, forse dovrebbe leggersi i rapporti della banca centrale argentina del 2010 e scoprirebbe che proprio per seguire questa lungimirante politica gli agregati monetari M1 e M2 crescevanio del 25-30% all'anno, e nonostante le tranquillizzanti ipotesi negazioniste della teoria quantitativa della moneta l'inflazione è esplosa.
    Lo so che poi ci saranno spericolate arrampicate sui vetri per trovare altre spiegazioni di comodo, ma alla fine del 2011 i grandi economisti come bagnai dicevano "gli argentini adesso STANNO BENE".

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    1. Citare il singolo caso argentino per descrivere l'ipotetica "criminalità" (addirittura) di una Banca Centrale dipendente dal Tesoro, cioè in altri termini capace di finanziare la spesa pubblica senza che lo Stato debba accollarsi per forza gli interessi onerosi decisi dal mercato (davvero una roba criminale non genuflettersi al mercato), significa sia non aver inquadrato il problema dell'Argentina, sia cadere nella fallacia di considerare il singolo caso che fa comodo alla propria tesi fra centinaia a disposizione che quella tesi la negano.

      Per citarne uno: in Italia, l'esplosione dei tassi d'interesse sul debito pubblico è iniziata proprio nel momento in cui si è deciso (anzi: l'hanno deciso letteralmente in DUE - Andreatta e Ciampi - senza consultare nè l'elettorato nè alcun organo istituzionale) di rendere la Banca Centrale INDIPENDENTE dal Tesoro, col famoso "Divorzio".

      I motivi sono piuttosto noti, comunque banalmente e brevemente: nel momento in cui la Banca Centrale ha cessato di essere il garante dell'acquisto degli eventuali titoli in eccesso sul mercato (cosa che teneva i tassi d'interesse bassi), il mercato stesso (cioè le banche private "istituzionali", quelle poche che acquistano titoli del debito pubblico) ha avuto gioco facile nell'alzare i tassi d'interesse quanto gli comodava.
      Da lì ad un debito pubblico lievitato di 70 punti percentuali debito/PIL in 10 anni, il passo è stato breve.


      In ogni caso, il caso Argentino è piuttosto complesso e presenta delle variabili che, come spesso accade in economia, vanno interpretate a seconda del contesto: un Paese sudamericano, quindi relativamente arretrato rispetto a noi, non può essere analizzato con gli stessi occhi con cui si guarda alla situazione europea.

      Nello specifico, ritenere che Bagnai abbia tessuto le lodi della politica economica argentina negli anni scorsi è PLATEALMENTE FALSO, visto che ebbe occasione di parlarne e di descrivere la situazione in termini tutt'altro che idilliaci: piuttosto, tale accusa potrebbe al limite essere rivolta ai fautori della MMT, il che è un altro paio di maniche.


      Per chi volesse DAVVERO sapere come la pensa Bagnai sull'Argentina, e soprattutto per chi volesse informarsi sulle loro dinamiche economiche, può trovare i seguenti, molto recenti riferimenti su Goofynomics:
      - http://goofynomics.blogspot.it/2014/01/qed-28-la-presidenta-e-gli-economisti.html
      - http://goofynomics.blogspot.it/2014/02/non-piangere-per-noi-italia.html

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    2. 29/11/2011 quando la banca centrale argentina sottomessa alle soluzioni politiche proposte da Bagnai copriva le emissioni di debito pubblico con emissioni di moneta massicce ( quelle che la vulgata no-euro considera innocue ) aumentando del 25% M1 e cosi scavava la fossa in cui sta cadendo adesso l'Argentina e tutte le persone di buon senso pensavano che fossero una banda di matti criminali, il sig Bangnai , che adesso fa finta di non ricordarselo diceva LETTERALMENTE: " l’Argentina dal suo default in poi è decollata, i redditi pro capite sono cresciuti dell’8% all’anno, portando l’Argentina dalla 60° alla 54° posizione nella graduatoria mondiale. .....chi evoca l’Argentina come spauracchio è un dilettante che fa autogol....perché oggi gli argentini stanno bene."

      Se anche le sue valutazioni sulle cause del disastro italiano, le sue ricette a base di spesa pubblica fuori controllo, e le sue previsioni sulla mancanza di rischi di un default implicito come l'uscita da un accordo di cambio ( dato che tale è considerato anche dai CDS ) e si benefici di una moneta debole sono credibili come la sua valutazione della situazione argentina penso che sia meglio non prenderlo molto sul serio.
      ADESSO critica l'Argentina e fa finta di non ricordarsi quello che diceva 2 anni fa!

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    3. Hai un link per quel commento di Bagnai?
      Mi piacerebbe leggerlo, anche per contestualizzare.

      Se la frase contestata è:
      "l’Argentina dal suo default in poi è decollata, i redditi pro capite sono cresciuti dell’8% all’anno, portando l’Argentina dalla 60° alla 54° posizione nella graduatoria mondiale. .....chi evoca l’Argentina come spauracchio è un dilettante che fa autogol"

      ...questa frase è VERA in modo direi abbastanza oggettivo.
      Il default è dell'ormai lontano 2001, e le ricette messe in campo all'epoca migliorarono effettivamente ed in modo netto sia l'economia argentina, sia le condizioni di vita della sua popolazione.
      La chiave primaria della loro ripresa è stato spingere in direzione di una piena occupazione con un mastodontico piano di investimenti pubblici per dare lavoro ad ogni capofamiglia, e tale piano funzionò.
      Il PIL decollò, l'occupazione pure, e l'Argentina guadagnò effettivamente molte posizioni nel ranking mondiale.

      POI, ripeto POI, il governo invece di rallentare con la spesa pubblica nel momento in cui il PIL cominciava a stabilizzarsi, decise di continuare a drogare la sua crescita con ulteriore spesa pubblica, da cui ondate di inflazione.
      Il che è stato un errore.

      Quindi la frase di Bagnai (di cui se possibile, ripeto, vorrei il link):
      "oggi gli argentini stanno bene."
      ...dipende da cosa intende per "oggi" (cioè quando è stata scritta) e per "stare bene".

      Sicuramente stanno MOLTO MEGLIO di quando fecero default, cioè di quando dovettero dichiarare fallimento in seguito all'aggancio monetario col dollaro.


      In ogni caso: di nuovo qui non si vuole capire che l'economia è una materia che dipende dal contesto, e non offre mai ricette valide SEMPRE ed in qualsiasi circostanza.
      La spesa pubblica può andare bene in certi contesti e male in altri, non va sempre bene o sempre male.

      I Keynesiani in generale, gruppo di cui Bagnai e centinaia di altri economisti fanno parte, NON dicono che bisogna fare spesa pubblica all'impazzata.
      Questa è una caricatura comoda per chi vuole invalidare le loro tesi senza nemmeno averle studiate.

      Dicono che la spesa pubblica è uno STRUMENTO di cui lo Stato deve poter disporre QUANDO NE HA BISOGNO, cioè essenzialmente in tempo di crisi.
      Mentre INVECE, quando c'è una situazione di crescita economia, allora lì ha senso stringere con la spesa pubblica per migliorare le finanze dello Stato.

      Tutto ciò prende il nome di politiche economiche ANTICICLICHE.

      Al momento gli Stati dell'Eurozona di fatto NON hanno il controllo della loro spesa pubblica, dunque non possono disporre di tale strumento come meglio credono, DUNQUE per uscire dalla crisi devono usarne altri, decisamente più dolorosi per la pelle dei cittadini.


      Quindi nel caso dell'Argentina, ha poco senso dire che siccome hanno fatto una spesa pubblica ALLORA sono andati in inflazione e DUNQUE la spesa pubblica è brutta e cattiva.
      L'Argentina ha fatto BENE a spingere sulla spesa pubblica dopo il default (ed i dati lo dimostrano) ed ha fatto MALE a non mollare l'acceleratore della spesa quando avrebbe dovuto rallentare.

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  3. Le Fou, scusa se sono OT, c'è una sbufalata della questione della mortalità infantile greca? Perché cercando in rete trovo solo notizie che la avallano, riprese anche da "autorevoli" quotidiani italiani. Grazie mille!

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    1. http://lefoureloaded.blogspot.it/2014/02/repubblica-inventa-lallarme-della-morte.html

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  4. Ciao Le Fou. Scusa per l'ot. Ti seguo da un po' di tempo apprezzando la tua logica ed obbiettività. Partendo da alcune posizioni sul signoraggio le ho riviste seguendo i tuoi video. Volevo segnalarti questo articolo interessante, con delle affermazioni scritte direttamente dalla Banc of England. Mi piacerebbe sentire la tua opinione:
    http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
    Ambro

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    1. Tralasciando la cialtroneria del titolo, l'incipit con la famigerata citazione di Ford di quasi 100 anni fa e che fuori contesto fa un po' ridere, l'autore fa un po' di confusione scrivendo un articolo che mette insieme in un paginetta, come un popettone:
      - la non convertibilità della moneta in oro (che in verità è la non convertibilità dell'oro in moneta...)
      - la stampa di moneta da parte della BC (Banca Centrale)
      - la moltiplicazione monetaria attraverso i depositi bancari
      - le operazioni di QE
      E' la dimostrazione empirica che l'autore dell'articolo non ha ben compreso come funziona la moneta. Inoltre va tenuto conto che la politica monetaria della BoE non è la stessa della BCE, che tiene conto (eccome) di aggregati monetari superiori a differenza della stessa BoE e della FED proprio perché l'obiettivo della BCE e delle altre banche europee (anche fuori dall'euro) è tenere a bada l'inflazione mentre quello delle banche anglosassoni è drogare l'economia.

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    2. Buon giorno.
      Se ho ben capito la sua valutazione dell'articolo scritto dalla banca d'Inghilterra il suo pensiero e' questo:
      Gli analisti della BOE hanno scritto un articolo per spiegare come funziona la moneta nell'economia moderna. In realta' sbagliano perche hanno semplicemente descritto come funziona la sterlina e il dollaro ma non la moneta in senso generale
      E' corretto sintetizzarla cosi?

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    3. Buonasera.
      Per tirare le conclusioni della sua risposta mi puo' dire se e' corretto sintetizzare il suo pensiero in questo modo:
      Gli analisti della banca d'inghilterra hanno scritto un articolo per spiegare come funziona la moneta nell'economia moderna. In realta' sbagliano perche non si accorgono di stare semplicemente spiegando come funziona la loro moneta cioe' la sterlina o al limite il dollaro, ma non la moneta in senso generico.
      E' corretto?
      (Ps. da che fonte ha preso che l'obiettivo della BOE e' drogare l'economia?)

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    4. Un conto è l'articolo della BOE, un altro conto è l'articolo che racconta cosa dice l'articolo della BOE. Nel secondo caso si fa parecchia confusione, nel primo caso bisogna accettarlo per quello che è.
      Alla fine poi, però, non cambia molto. Semplicemente si dice che una banca può accreditare (creare "moneta" tra virgolette) un importo non superiore ad un tot determinato dalle proprie riserve obbligatorie. Quello lo possiamo fare anche noi, nel nostro piccolo. La banca lo fa in modo controllato, e comunque ogni credito che concede è un'esposizione che ha verso un potenziale cattivo pagatore. Se si espone troppo e quel credito viene utilizzato, fallisce (come spesso è successo).
      Riguardo il comportamento delle banche centrali di estrazione anglosassone, il QE è una droga monetaria per l'economia. Si tratta di scambiare titoli di scarso valore cono moneta, il sogno di molti istituti italiani che hanno in pancia titoli che non vedranno mai la loro liquidità. Alla fine la droga finisce (il recente "tapering" della FED) e il drogato rimane senza la propria dose di liquidità facile.

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  5. Beh non è una questione da poco, ma effettivamente è il cuore di come viene "venduta" la teoria, in ogni caso, Bagnai non si permette di dire "evviva svalutiamo e poi sarà tutto magnifico", perché dipende tutto dalle politiche economiche che si fanno dopo, ma una cosa è certa, col cambio bloccato non c'è possibilità di scegliere che politica economica fare, sbloccandolo si... tutto qui.

    Naturalmente col cambio sbloccato si hanno le possibilità per fare politiche molto peggiori, ma anche politiche molto migliori.

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